mercoledì 1 ottobre 2014

Siete davvero sicuri che un pavimento non possa essere anche un soffitto?

…Io non penso ad una casa come a una caverna imbottita e tappezzata; concepisco la casa come una macchina d’abitazione, un processo vitale, una cosa viva, dinamica, che cambia secondo l’umore di chi vi abita, non un morto catafalco statico e ipertrofico. Ma perché dobbiamo lasciarci inceppare dalle concezioni congelate dei nostri avi? Qualunque idiota con una infarinatura di geometria descrittiva può disegnare una casa tradizionale. La geometria statica di Euclide è forse la sola matematica? Dobbiamo gettare completamente alle ortiche la teoria Picard-Vessiot? E dei sistemi modulari che ne facciamo? Per non dir nulla di tutto ciò che ti suggerisce la stereochimica. Possibile che non ci sia posto in architettura per la trasformazione,  omomorfologia, le strutture azionali?


Robert Heinlein, La casa nuova

La mostra di M.C. Escher al Chiostro del Bramante suggerisce mondi visionari in cui anche la forza di gravità che ci costringe a vivere in cubi è superata da invenzioni spiazzanti, create dal genio di quest’artista-intellettuale, molte delle quali ispirate dall’osservazione del paesaggio e dei borghi  Italiani, dalla campagna senese ai monti antropomorfi di Pentadattilo, così diversi dalle piatte distese olandesi.
Con le sue rappresentazioni simboliche, costruzioni prospettiche e illusioni ottiche Escher muove figure impossibili: un flusso d’acqua che dall’alto mette in moto il mulino sottostante che a sua volta spinge lo scorrimento acqueo verso un canale che, zigzagando, ritorna, contro le leggi della gravità, all’inizio della rapida. In cima a due torri poliedri stellati di Keplero, realizzati con la compenetrazione di solidi platonici (Cascata,1961).
Escher introduce i solidi platonici o altri poliedri semiregolari in raffigurazioni fantastiche e in universi paralleli pluridimensionali e ricorre soprattutto al dodecaedro stellato, dotato di "perfettamente ordinata bellezza”. La geometria del resto si è da sempre intromessa, spesso con risultati sorprendenti, nelle arti figurative (da Leonardo ai cubisti) con la rappresentazione di figure geometriche, poligoni piani, poliedri spaziali.
Forza di gravità, solidi platonici, relatività, magia, ricerca psicologica e filosofica…
Difficile rimanere indifferenti alle infinite suggestioni di Escher e non lasciarsi conquistare dall’idea che solo coloro che tentano l’assurdo raggiungeranno l’impossibile, soprattutto in un tempo in cui vincere la forza di gravità o giocare con le geometrie sembra essere aspirazione riservata quasi esclusivamente ai moderni architetti e ai loro enormi cubi, ancorati a piloni di cemento su scogliere battute dal vento, con le immancabili grandi vetrate che guardano la linea dell’infinito.
Non posso fare a meno di immaginare questi proprietari-architetti intenti a seguire il volo solitario di un gabbiano mentre sparisce all’orizzonte, incurante, lui si, dei cubi, di Escher e della forza di gravità… ;-).
 


Per approfondimenti http://www.mcescher.com/

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