mercoledì 21 ottobre 2015

Il villino sul colle

Si dice che quelli che raccontano storie sono quelli che sanno ascoltare, perché raccontano storie che hanno già ascoltato. Spesso la voce che ascoltiamo è quella della nostra famiglia, dei nonni, genitori, cugini, la voce degli affetti più cari e dei luoghi della nostra vita.

Capita poi di affannarsi nella ricerca di suggestioni lontane, attratti dall'esotico, dall'inconsueto, dall'incantesimo e allora la voce narrante si affievolisce fin quasi a scomparire, ma basta un attimo di silenzio e il suono riemerge prepotente.

Sabato scorso ero alla commemorazione di Paolo Zapelloni alla Casa del cinema di Villa Borghese

Ho ascoltato raccontare la storia di un uomo “che aveva deciso di dedicare la sua vita ad una unica e immensa passione, il cinema. O ancora meglio i film” e ho percepito con molta chiarezza il mio attimo di silenzio e poi il ritorno di una voce: quella di una grande casa sul colle Aventino. 

Questa storia parte dunque da lontano, da due sorelle di una nobile famiglia ligure, Paola Bianca e Maria Luigia detta Lisa.

Poco prima della Grande Guerra, nel 1914, Bianca decise di venire a studiare a Roma lasciando le comodità del suo rango e abbandonando così la possibilità di sposare un nobiluomo di alto lignaggio. Lisa la seguì.

Bianca aveva vent'anni, era nata nel 1894.

Venne a Roma per studiare al Magistero (l’università di lettere dell’epoca per le donne, c’erano delle distinzioni allora:-)) contrariamente a quello che facevano le nobildonne del suo tempo e della sua estrazione. Ebbe come docente di Letteratura Pirandello, completò tutto il corso di laurea ma non fece la tesi. Decise di non laurearsi perché sapeva che un titolo non le sarebbe servito a niente, perché sapeva che la sua condizione le avrebbe impedito in ogni caso di lavorare. Era venuta a studiare al Magistero solo per imparare.

A Roma conobbe Cesare (dirigente del Comune di Roma) che però partì subito per la guerra del 15-18. Si sarebbero sposati al suo rientro, nel 1919. Ebbero 8 figli, 2 maschi e sei femmine che a loro volta hanno avuto, finora, in tutto circa 70 tra figli, nipoti, pronipoti (l’elenco si aggiorna di continuo). 

Ogni anno, due volte l’anno, a Natale e in Primavera (alla ricorrenza della sua nascita), tutta la famiglia si riunisce al Villino sul colle Aventino per rispettare la tradizione familiare fortemente voluta da Bianca. 

Tra lo scambio dei regali per i bambini e le chiacchiere delle sorelle le narrazioni corrono, si intrecciano, risuonano, alcune sfuggono, qualcuna si riesce ad afferrare. 

Una di queste è la storia di Paolo, il primo dei nipoti di Bianca, che ci teneva a ricordare di essere nato, per pochi giorni, quando in Italia c’era ancora la Monarchia. 

Paolo, detto Zap, l’uomo che guardava i film.


Paolo Zapelloni - Ritratto di famiglia



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