giovedì 8 ottobre 2015

La maison au bord de mer: E.1027

Uno dei motivi di rammarico del mio ultimo viaggio è stata la rinuncia a due delle tappe pianificate per il primo giorno.

La prima tappa è legata all’immagine di un distinto signore inglese seduto nel suo giardino di Mentone, le Clos du Peyronnet.

Il giardino è privato ma visitabile su prenotazione e per giorni, prima della partenza, avevo fantasticato di passeggiare insieme al tramonto, nel parco della sua villa, chiacchierando piacevolmente mentre mi mostrava con orgoglio le fioriture estive fino alla meravigliosa pergola con un glicine centenario che da solo vale l’attraversamento di mezzo stivale. 
Sir William Waterfield

Nella realtà, in quel pomeriggio al crepuscolo, la scena era più o meno la seguente: incolonnati in un fiume di auto al confine tra Italia e Francia, il conducente procedeva a passo d’uomo e imprecava contro un’algida donzella alla guida di un Hummer con targa tedesca (non si sa se per la mole del mezzo o per la targa tedesca) che cercava, per imperscrutabili motivi, di tagliare in diagonale la fila davanti a noi. Alla mia ipotesi che forse doveva raggiungere il Telepass la risposta (del conducente) è stata più o meno: “no, è che vuole rompe’ li cojoni…”. Potere della sintesi. 
Così ho detto mentalmente “arrivederci” a  Sir William Waterfield, incrociando le dita affinché resti arzillo e in buona salute, almeno fino al prossimo giro in costa azzurra.

La seconda tappa della mia ottimistica mappa prevedeva invece la visita a quel capolavoro di modernismo che Eileen Gray costruì a Roquebrune-Cap-Martin per il suo giovane amante polacco, la E.1027.

La villa, come la sua proprietaria, ha una storia appassionante.

E.1027

Eileen Gray (Enniscorthy, 9 agosto 1878 – Parigi, 31 ottobre 1976) discendente di una ricca famiglia irlandese è stata una talentuosa pioniera del design e dell’estetica dell’ International Style o Movimento Moderno (insieme a Le Corbusier, Ludwig Mies van der Rohe, Walter Gropius, Frank Lloyd Wright e Alvar Aalto), fu una delle prime studentesse ammesse alla  Slade School of Fine Art, una delle prime donne a sfoggiare un taglio “alla maschietto”, a fumare in pubblico, a sedere nei caffè, a guidare l’auto. Fu una delle prime ad affrontare un volo in aeroplano e a 80 anni suonati pare volesse comprarsi una Vespa.

Negli anni 20 del novecento aprì un atelier a Parigi e cominciò a realizzare mobili in legno e lacca che ebbero uno straordinario successo, un traguardo reso ancora più sorprendente dal fatto che il mondo della progettazione e della produzione industriale di inizio novecento non era certo popolato da tailleur e tacchi a spillo. 

Qualche anno dopo (1924),  incontrò Jean Badovici, architetto e intellettuale di quindici anni più giovane di lei, direttore della rivista L’Architecture vivante con cui iniziò una liaison e lo studio di una villa au bord de mer in Costa Azzurra, la E. 1027 appunto, così denominata per la combinazione numerica delle iniziali dei due amanti.

Fin qui una donna colta, ricca, libera, anticonformista e disinibita, indipendente, di talento e dichiaratamente bisessuale che progetta secondo canoni rigorosamente “moderni” (toit terrasse, pilotis, fenêtre en longueur,…) e con passione quasi ossessiva (per tre anni alloggiò in un piccolo appartamento a Roquebrune, dedicandosi anima e corpo al cantiere) una casa per il suo Jean.

Qualche anno dopo, nel 1938, come in ogni feuilleton che si rispetti, i due si lasciano.

Ed è a questo punto della storia che entra in gioco una delle figure più influenti dell’architettura del secolo scorso, il maestro del Movimento moderno, il padre dell’urbanistica contemporanea, uno dei primi fautori del razionalismo architettonicomonsieur Le Corbusier,  amico di Badovici che invitato da quest’ultimo, decide di mettersi a dipingere sui muri candidi della villa

Nudo.

Otto murales con disegni sessisti che ironizzano sulla bisessualità della Gray e sulla natura del suo rapporto con l’amante. E si fa fotografare mentre lo fa. Selfie ante litteram, con pisello al vento.

Eileen Gray si dice non amasse gli spazi neutri e freddi di Le Corbusier ma evidentemente condivideva con quest’ultimo la stessa ossessione per la E.1027.

Eileen, dopo i graffiti, non mise mai più piede nella Villa. 

Morì all’età di novantotto anni nel suo appartamento di rue Bonaparte a Parigi mentre la maison au bord de mer dopo essere stata abbandonata, usata per le esercitazioni di tiro dall’esercito tedesco, svuotata da un proprietario morfinomane trovato morto (ucciso dal giardiniere) sul pavimento del soggiorno (o della veranda) e depredata dai vandali, nel 1998 fu finalmente dichiarata monumento storico. Ironia della sorte proprio per via dei graffiti di Le Corbusier. 

I graffiti sono stati restaurati e la villa, ristrutturata, è oggi aperta al pubblico.

Di tutta la storia è stato realizzato anche un film “The price of desire” di Mary McGuckian che aprirà quest’anno la rassegna del Milano Design Film Festival
E.1027

E.1027

E.1027 - Disegni Le Corbusier

E.1027

E.1027 - Disegni Le Corbusier

E.1027

E. 1027

E. 1027

E. 1027

E. 1027 - Disegni Le Corbusier

E. 1027 - Disegni Le Corbusier

Fonti e approfondimenti:
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