venerdì 10 aprile 2015

Il verde altrove… Orti urbani, muri commestibili e professori visionari: benvenuti nel nuovo (Green) Bronx (Machine)

Gli abitanti dei centri urbani crescono sul pianeta al ritmo di 60 milioni all'anno, oggi sono il 54% nel 2050 saranno il 66%.

Il 10% della popolazione mondiale vive in Ville Planète ad alta intensità urbana, non-luoghi, secondo la definizione dell’antropologo Marc Augè, effimeri e fluttuanti, senza identità,  agghiaccianti persino.

Date un’occhiata a qualche fotogramma del documentario Koyaanisqatsi (1982) del regista americano Godfrey Reggio. Il titolo, in lingua hopi dei nativi americani, vuol dire più o meno "vita fuori dal suo equilibrio". Basta anche il trailer ufficiale: https://www.youtube.com/watch?v=tDW-1JIa2gI

Immagini che valgono più di mille parole.

Questi non-luoghi sono spesso teatro di avvenimenti dolorosi e drammatici amplificati dall'eco mediatico, dal numero di condivisioni, dai 10-100-1.000-100.000 like, dalla ricerca affannosa dell’episodio virale.

Solo che a volte può esserci un epilogo inconsueto. E sorprendente. 

Basta crederci. 

Siamo nel South Bronx, a poche fermate di metropolitana dalla Manhattan dello shopping e del business, in uno dei distretti più poveri d’America dove 250.000 persone vivono al di sotto della soglia di povertà. Qui sorgono 4 centrali nucleari, 60 centrali energetiche, decine di impianti industriali dismessi, impianti di trattamento dei rifiuti.

Povertà, disoccupazione, malattie, obesità, illegalità, indifferenza, solitudine, violenza. Sembra un film già visto vero?

Solo che stavolta il regista ha provato a riscriverla questa storia, cambiando il finale.

Stephen Ritz è un insegnante di scienze del Bronx e nel 2005 si è fatto una domanda, anzi due: Come posso insegnare scienze in un ambiente in cui non c’è nulla di vivo? E come posso allo stesso tempo creare delle opportunità per degli studenti che altrimenti saranno costretti ad abbandonare queste comunità?

La risposta è qui. La conferenza (in inglese con testo interattivo in italiano) vale un click, vi assicuro. Ne anticipo qualche stralcio.

Sono qui per raccontarvi una storia su di me e su questo muro che ho trovato fuori, e che ora porto dentro. Tutto comincia con dei semi in classe, nella mia classe. 
È veramente tutto qui. 
Abbiamo realizzato il primo muro commestibile di New York.
Potreste chiedervi cosa può fare per i ragazzi un muro commestibile, oltre a cambiare il paesaggio e la mentalità. Ok, vi dirò cosa fa. Mi fa incontrare imprenditori incredibili come  Jim Ellenberger. Jim si è reso conto che questi ragazzi, i futuri agricoltori, avevano le capacità di cui aveva bisogno per costruire case accessibili per i cittadini di New York, proprio nel loro quartiere. 
Ed è questo che stanno facendo i miei ragazzi, si guadagnano da vivere.
Ma soprattutto hanno imparato a ricevere, hanno imparato a donare. 
Abbiamo preso il denaro guadagnato dal nostro mercatino, e abbiamo cominciato a comprare regali per i senzatetto e per i più bisognosi nel mondo. 
Abbiamo cominciato a restituire. E mi sono reso conto che per far crescere l'America ci vogliono prima i soldi, poi il cuore e poi la testa…

Stephen Ritz è un insegnate di scienze del Bronx e la sua associazione Green Bronx Machine gestisce oggi decine di realtà, strutture e programmi nelle scuole, coinvolgendo ogni anno centinaia di studenti e proponendo idee innovative, come l'area destinata a parcheggio al di sotto della sopraelevata della metropolitana trasformata in un vivaio-laboratorio con tanto di aia per i polli in cui tutto è fatto di materiale riciclato, si composta, si recupera l’acqua piovana e si tiene un farmers market i cui ricavati vanno agli studenti; oppure l’orto comunitario in un’altra zona fino a un decennio fa patria del crack e della prostituzione e oggi spazio verde per la produzione di cibo locale.

Orti comunitari, muri commestibili, vivai, ma anche applicazione di nuove tecnologie come la coltivazione idroponica, mercati, ristorazione collettiva, sostenibilità, corretta alimentazione, occupazione, legame sociale. Spazio, identità. 

Luogo.

Basta crederci, vero? :-)
New York

New York

New York

New York

New York

New York

New York

New York




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