sabato 7 marzo 2015

A Kasa di… Elisabetta e Antonio. Una bella avventura nel cuore di Roma

È stata una bella avventura, ci siamo divertiti e non abbiamo litigato.”

Così Elisabetta inizia il racconto della sua bellissima casa, 105 mq con terrazzo nel cuore di Roma a due passi dal Maxxi e riuscire a non litigare durante una ristrutturazione impegnativa è di per se un grande risultato! J

Elisabetta è Storica dell’arte, Antonio un Fisico e il loro appartamento al secondo piano di una palazzina signorile del 1923 è un riuscitissimo connubio tra arte, modernità e tradizione.

Durante i lavori sono stati eliminati i controsoffitti per riportare alla luce le voltine originarie e alcuni muri sono stati sostituiti da una sola quinta in ferro battuto tra lo studio e lo spazio comunicante del soggiorno-cucina.

È stato creato, ex novo, un grande lucernario che permette l’accesso diretto al terrazzo attraverso una scala con struttura in ferro e scalini in legno dipinti dello stesso grigio perla di pareti e porte. Queste ultime, originali degli anni ‘70 sono state recuperate ripristinando anche i sovrapporta con disegno ad archetto.




Una libreria a tutta altezza, costruita su misura, percorre l’ingresso lungo tutto il corridoio che divide idealmente la zona giorno e la zona notte e funge anche da closet. Le lampade, Solaris S di Leucos, illuminandosi disegnano piccole stelle sul pavimento in rovere.




Il living ospita un termocamino dalle linee essenziali, sovrastato dalla scala che sale verso il lucernario e contornato da due divani, un mobile cinese dell’800, una poltrona vintage e un tavolinetto in legno realizzato su progetto della padrona di casa. La ceramica sul termocamino è di Maria Lai, un “nastro” legato ad una sua famosa opera del 1981.




Anche il mobile dispensa in cucina è stato progettato da Elisabetta che lo ha voluto al posto dei soliti pensili, una soluzione non convenzionale come il tavolo con il ripiano in marmo che funge da piano di lavoro, proveniente dalla casa di campagna del pittore Guido Strazza, grande maestro del Novecento italiano, amico della coppia. 
Sul tavolo la stampa "Giocatrici di astragali", incisa da Angelo Testa che riproduce una tempera di Antonio Canova (la stampa è tirata da una matrice che è replicata con esattezza dalla Calcografia originale di Canova).



Sono di Guido Strazza anche tutti i quadri esposti e le stampe, salvo un dipinto di scuola veneta databile alla seconda metà del Cinquecento. In soggiorno ognuna delle opere dell'artista è illuminata dalle splendide appliques Mesmeri di Artemide.

Il tavolo da pranzo in noce, comprato a Porta Portese, è francese di inizio secolo.

Anche in camera non poteva mancare il tocco di Elisabetta con i meravigliosi tessuti gipsy di Lisa Corti che vestono il letto proveniente dalla vecchia casa di Antonio.





Per completare la loro “opera” manca solo l’allestimento del terrazzo, ma conoscendo i nostri anfitrioni avremo presto qualche bella sorpresa.


Stay tuned J

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